L’effetto Reciprocità nei Social Games

Terzo della serie di post che delineeranno quali sono le dinamiche, meccaniche e/o elementi legati ai diversi tipi di business models importanti per generare reddito da un social game.


Lo sfruttamento del cosiddetto Effetto di Reciprocità permette di implementare una meccanica altamente significativa all’interno di un social game.
Utilizzare l’effetto di reciprocità significa far leva sulla dinamica del “dare-ricevere” e sulle norme sociali ad essa correlate; ciò contribuisce senz’altro a rafforzare effetti virali e attrattivi verso i giocatori – spinti a tradurre in-game quelle convezioni alla base della società.
La reciprocità, infatti, è un istinto profondamente radicato nella natura umana, tanto che diversi esperti asseriscono che abbia aiutato non poco nell’affermazione delle moderne società. In molte situazioni sociali esiste l’aspettativa che le persone interagiranno tra loro in modi simili e determinati: con reciprocità si intende che quando qualcuno ci dona qualcosa, non solo avvertiamo un senso di obbligo a ricambiare il gesto, ma sentiamo anche che l’opinione verso quella persona è rinvigorita in positivo (abbiamo quindi ricevuto quello che può essere considerato un “rinforzo positivo”). Seguire questo modello di comportamento è reputato come “corretto”, se non addirittura doveroso; spezzarlo può indurre situazioni di imbarazzo e confusione.
Nei social games, i giocatori tendono a comportarsi seguendo questi principi, in quanto, oltre a godere dei doni ricevuti, il ricambiare il dono li induce a promuovere la propria immagine personale agli altri, innescando quindi un circolo di reciprocità fortemente virale e attrattivo.
La chiave per sfruttare appieno questo tipo di dinamica è far sì che le azioni del giocatore siano osservate (e quindi giudicate) dagli altri; è anche importante come designers stabilire una chiara sequenza di azioni in-games che inducano a generare un’aspettativa di reciprocità.

“Send your friends a gift, and ask them to send one in return!”

Ad ogni modo, occorre calcolare con attenzione questo ciclo: il senso di “obbligo” non sempre porta i risultati sperati, soprattutto nel lungo periodo; l’effetto di reciprocità è una lama a doppio taglio, che deve essere utilizzata con la dovuta cura da parte del game designer, che deve essere capace di inserirla in modo discreto “tra le righe” del gioco.

MTV My Chart: Gamification & Cross-media Strategy

Nome del Progetto: MTV MY CHART
Categoria: Gamification; Social Media Marketing; Facebook App; Crossmedia storytelling
Cliente: MTV Italia
Tecnologie: Flash – ActionScript 3.0, Facebook Connect, PHP


MTV My Chart è un’applicazione concepita e sviluppata da alittleb.it  per rispondere alla necessità di MTV Italia di creare classifiche settimanali di video musicali, in base alle preferenze degli utenti Facebook.
A tal fine, MTV My Chart è ospitata nella sezione classifiche del portale MTV.it (http://www.mtv.it/musica/classifiche/archivio/mychart.asp) ed è connessa al social network tramite Facebook Connect ed un Facebook Live Stream Wall; inoltre, nella pagina dell’applicazione su Facebook, gli utenti potranno consultare gli andamenti della classifica My Chart in tempo reale.

Ma MTV My Chart è molto di più: è un’applicazione gamificata atta ad essere utilizzata come vero e proprio strumento crossmedia.

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7 peccati capitali e PENS: un’analisi comparativa

PENS è un’interessante ricerca che ha l’obiettivo di superare il concetto di “fun” per focalizzarsi sui bisogni psicologici che i giochi riescono a soddisfare.
La tesi elabora delle tipologie di metriche in grado di valutare il grado di soddisfazione dei giocatori, aspetto importante per i game developer che necessitano di una profonda comprensione delle dinamiche psicologiche sottese alle attività di gioco. Competence, autonomy e relatedness sono fattori chiave in un’esperienza videoludica e possono legarsi alla teoria dei 7 peccati capitali applicata ai games.
E’ possibile spingersi ancora più avanti, sviluppando entrambe le teorie verso i social game, vero campo d’interesse per l’odierno game design.

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LUDUM – Una piattaforma per sviluppare rapidamente social game

LUDUM

  • sviluppo sia di social games/advergame che di giochi social indirizzati ai dipendenti delle aziende, per l’e-learning e l’aumento della produttività
  • sviluppo rapido per velocizzare il time to market
  • un approccio che ha già dimostrato la sua efficacia in diversi casi di successo (ad es. in giochi per MTV, Nickelodeon, Astrazeneca)
  • Statistiche e connessioni a Google Analytics
  • Multiplayer asincrono
  • Ottimizzazioni work-in-progress e update scadenzati

  • Alittleb.it annuncia la sua nuova piattaforma di sviluppo di social game in flash: LUDUM.

    LUDUM è una tecnologia flessibile che permette ad alittleb.it di sviluppare rapidamente social game e social advergame.
    LUDUM è ottimizzata per consentire la produzione di giochi che siano anche degli utili strumenti per le strategie di Social Media Marketing delle aziende: l’approccio sottostante è quello di sfruttare appieno la forza di marche ed IP per dare il via, in maniera efficace ed efficiente, alla comunicazione virale user-guaranteed.

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    Evoluzione del Game Design: La teoria dei 7 peccati capitali | Gamification.it

    Evoluzione del Game Design: La teoria dei 7 peccati capitali | Gamification.it.

    Il lead designer di Settlers Online, Teut Weidemann, afferma che il passo iniziale per uno sviluppatore è identificare ciò che rende divertente una meccanica capace di attrarre utenza. Allo stesso tempo, è necessario considerare la forza remunerativa della meccanica, in quanto la monetizzazione è diventata parte integrante e cruciale del game design.
    La tecnica adottata da Weidemann è interessante e non bada di certo al cinismo, poiché si fonda sull’esplorazione, anzi, sulla monetizzazione delle debolezze umane, liberamente rinominate come i “sette peccati capitali” – dicitura questa che di certo non ha fatto mancare polemiche all’interno della comunità degli sviluppatori. Tuttavia, a nostro avviso, rimane una logica corretta.

    Ecco i “sette peccati capitali”:

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    L’evoluzione del Game Design – Introduzione
    Questo è il primo di una serie di post che delineeranno quali sono le dinamiche, meccaniche e/o elementi legati ai diversi tipi di business models importanti per generare reddito da un social game.


    I giochi sono uno dei principali motivi per cui le persone visitano Facebook: viene stimato che circa il 40% della sua utenza è presente per giocare con i social games. Ciò significa che più di 200 milioni di persone si divertono a giocare su Facebook ogni mese, e che la top ten dei titoli più giocati sul social network può vantare più di 12 milioni di utenti ciascuno.

    Come l’industria si sta muovendo rapidamente verso modelli di business online, tra i quali il cloud gaming, la distribuzione digitale e il social gaming, anche i game designers necessitano di adattarsi a questa situazione, evolvendo il proprio bagaglio tecnico-culturale al fine di coniugare la creatività con logiche di mercato via via più agguerrite e innovative, che ricercano l’abile commistione tra il fattore “fun” e quello remunerativo.

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    Perché la gamification rischia di essere un flop

    […] Molte persone stanno saltando sul carrozzone dell’anti-gamification nato di recente. […]

    […] E’ perché i sostenitori della gamification generalmente non sono game designer e non capiscono quanto è difficile creare un buon gioco? In alcuni casi probabilmente è così. C’è però un problema più profondo e pervasivo che sta spingendo a questa semplificazione estrema della gamification: è veramente difficile da vendere. […]

    Continua a leggere: Why Does Gamification Tend to Devolve?.

    Le statistiche di diffusione dell’uso della gamification nelle digital agencies britanniche

    […] Aziende ed agenzie stanno continuando a sviluppare tecniche innovative per aiutare ad incoraggiare la partecipazione dei clienti, prendendo in prestito features dagli ambienti del social gaming e networking. Piccole ma significative percentuali di tali compagnie stanno utilizzando tecniche quali eventi a tempo (18%), ricompense per particolari comportamenti online basati sulla partecipazione (16%) e interfacce ludiche (10%). […]

    […] “In termini generali, le imprese sono più inclini all’uso dei social media e dei canali mobile per approfondire le relazioni con i clienti e migliorare la qualità dei servizi, anche attraverso l’uso di social network, Twitter, applicazioni mobile e marketing location-based”.
    “La ‘gamification’ è un trend importante. Al momento solo una minoranza sta utilizzando feature ispirate al mondo del gaming come interfacce ludiche, classifiche per il cliente migliore e livelli di accesso che dipendono dall’entità della partecipazione. E’ però atteso un’aumento dell’utilizzo di queste tecniche in futuro grazie alla ricerca di nuovi vantaggi competitivi da parte delle aziende”. […]

    Continua a leggere: Companies blurring lines between social and corporate platforms.

    Tre trend per i social game nel 2011 | Gamasutra: Joost Rietveld’s Blog

    I Social game, che hanno sia espanso che diversificato la popolazione dei videogiocatori, stanno maturando a passi rapidi; sebbene ne risultino fenomeni di consolidamento, permangono anche ampi spazi di innovazione.
    In questo articolo (considerati i risultati del Social Gaming Summit del 2010, le varie attività di consulenza nel settore del social gaming e le pubblicazioni accademiche sull’argomento) verranno presi in considerazione i tre principali trend che rivoluzioneranno i social game nel 2011.

    Trend 1. Social Game anche su dispositivi Mobili – smartphone e tablet

    ’Il 2011 vedrà crescere il numero di mobile social game, sia su Facebook, sia su altre piattaforme come iOS (Apple), Android Market e HTML5.’

    Trend 2. Social Game Location-based

    ‘Incentivati da servizi location-based, il 2011 vedrà crescere la nicchia di prodotti in cui comunità coese saranno servite con prodotti e servizi innovativi’

    Trend 3. Social Advergame

    Quando propriamente sviluppato, un advergame è uno strumento di marketing estremamente efficace.
    Già nel 2010 ha iniziato a nascere il fenomeno dei social advergame. Ad es. Disney, a Luglio 2010, ha acquisito lo sviluppatore di giochi social Playdom. McDonalds è stato il primo e più visibile brand a credere fortemente nel social advergaming, prendendo FarmVille per un giorno ed utilizzandolo come una gigantesca in-game advertising dinamica. Frima ha tentato di reiterare il successo di FarmVille per Mazda, sviluppando Mazda’s DriverVille.
    ‘Dato che le imprese si sono rese conto della forza dei social game e dei social media nel 2010, il 2011 vedrà un grosso aumento del numero dei social advergame’

    Continua a leggere: Gamasutra: Joost Rietveld’s Blog – Three social gaming trends for 2011.