{"id":2652,"date":"2011-12-09T18:29:42","date_gmt":"2011-12-09T17:29:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alittleb.it\/?p=2652"},"modified":"2011-12-09T18:29:42","modified_gmt":"2011-12-09T17:29:42","slug":"social-games-e-ricompense","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alittleb.it\/it\/marketing-it\/social-games-e-ricompense\/","title":{"rendered":"Social Games e Ricompense"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">I Social Games lavorano secondo un sistema di &#8220;sforzo-ricompensa&#8221;, generando quello che viene definito &#8220;compulsion loop&#8221;, o &#8220;engagement loop&#8221;: quando un giocatore ottiene una piccola ricompensa per ogni azione che compie, sar\u00e0 motivato ad agire continuamente, in questo modo, appunto, in un &#8220;loop di gratificazione&#8221;, o in un &#8220;loop di coinvolgimento&#8221;.<!--more--><br \/>\nLe persone agiscono di continuo con la prospettiva di ricevere ricompense: i soldi e l&#8217;amore rappresentano un esempio concreto, ma addirittra un sorriso, sebbene sembri una sciocchezza, \u00e8 in grado di portare un individuo a trascorrere una giornata migliore. Allo stesso modo, gli <em>achievements<\/em>, ed i <em>virtual goods <\/em>portano i giocatori a compiere azioni significative all&#8217;interno di un gioco; sono dunque obbiettivi, ma non solo: permettono ai giocatori di comunicare gli uni con gli altri e di spronarsi l&#8217;un l&#8217;altro continuamente. In pratica, forniscono, un modo di verificare e confrontare le azioni e i rispettivi avanzamenti del giocatore.<br \/>\nI modelli di business free to play, inducono i giocatori a comprare e vendere beni virtuali, in un ciclo compulsivo di sforzi brevi, atti a generare ricompense sempre presenti, un circolo vizioso appunto, che porta gli utenti a cercare achievements in ogni cosa (come afferma il designer Jesse Schell). Premiare l&#8217;utenza con un rinforzo continuo e granulare, soppesando e valutando ogni minima azione compiuta, \u00e8 una tattica che condiziona il comportamento dei giocatori, resi dipendenti dalla loro stessa cupidigia, che li porta ad investire moneta reale pur di ottenere una soddisfazione immediata.<br \/>\nPer i game designers \u00e8 dunque importante configurare un ambiente ludico in grado di ottimizzare e sfruttare al massimo nuovi modi di visualizzare, ottenere e condividere virtual goods.<br \/>\nAl tempo stesso, i beni virtuali devono essere conformati ad un significato funzionale via via pi\u00f9 performante, ovvero in grado di fornire attributi speciali ai giocatori, che li richiedono e che vedono in essi una ricompensa, non solo fine a s\u00e8 stessa, ma anche vantaggiosa in termini di esperienza ludica. Un altro metodo per raggiungere tale risultato, \u00e8 aumentare il grado di personalizzazione dei beni virtuali, in modo da innescare un circolo di scambi altamente eterogeneo, oppure, facendo ricordo al concetto di &#8220;carestia&#8221;: quest&#8217;ultimo fattore infatti aumenta la domanda di beni virtuali.<br \/>\nPortando i giocatori a competere e collaborare (tenendo in considerazione la loro movenza individualistica), creando risorse volutamente scarse, i designers possono stabilire ed aumentare il valore percepito dai giocatori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il meccanismo di &#8220;engagement loop&#8221; generato dalla costante ricerca di ricompense e gratificazioni in-game da parte del giocatore, fornisce un&#8217;occasione al game designer di prevedere e stabilire il valore percepito del gioco.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.alittleb.it\/it\/marketing-it\/social-games-e-ricompense\/\" class=\"more-link style2-button\">Read More<\/a><\/p>","protected":false},"author":9,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[87,84],"tags":[463,103,157,122,102],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.alittleb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2652"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.alittleb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.alittleb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alittleb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alittleb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2652"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.alittleb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2652\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.alittleb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2652"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alittleb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2652"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alittleb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2652"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}